Chimica in pillole: LA DUREZZA DELL’ACQUA

La durezza dell’acqua è un elemento molto importante nel campo acquariofilo.

Ma di cosa si tratta precisamente?

Bene. Senza addentrarci troppo nel campo chimico possiamo iniziare col dire che la “durezza” dipende sostanzialmente dalla quantità di ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua derivanti dalla presenta di sali solubili.  I valori comunemente misurati in campo acquariofilo sono due:

  • Durezza temporanea o parziale (dKH)

Misura la concentrazione di carbonati di calcio e magnesio. É detto temporaneo poiché il suo contributo svanisce al di sopra di una certa temperatura.

  • Durezza totale (dGH)

Oltre alla durezza temporanea esiste una durezza permanente data dalla concentrazione di solfati di calcio e magnesio. La somma della durezza temporanea o parziale e della durezza permanente rappresenta la durezza totale (dGH). In questa tabella riepilogativa è possibile classificare le acque in base alla durezza totale:

Immagine

I due valori appena esposti (dKH e dGH) si misurano in gradi francesi °F e come detto in precedenza sono determinanti per la scelta delle specie da inserire nelle nostre vasche e devono essere misurati durante di frequente. Ogni specie ha infatti bisogno di determinati valori di durezza.

Come si misura la durezza dell’acqua?

Esistono vari metodi di misura. Solitamente i più rapidi ed economici sono anche i meno precisi. É importante quindi utilizzare il metodo giusto in base al risultato che si vuole ottenere. Andiamo ad analizzare pro e contro dei tre metodi principali:

  • Test in strisce:

Si tratta delle classiche strisce molto diffuse nei negozi di acquariofilia. Sono utilizzate anche per la misura di altri valori quali PH, NO2, NO3 etc.

PRO: è sicuramente il metodo più semplice, rapido ed economico.

CONTRO: il risultato ottenuto non rappresenta un valore preciso ma può darci un’indicazione generale del tipo di acqua che stiamo analizzando.

  • Test a reagente chimico:

La misurazione viene effettuata mediante l’aggiunta di alcune gocce di reagente all’interno di una provetta contenente l’acqua da analizzare.

PRO: Costo moderato. Restituisce un valore abbastanza preciso.

CONTRO: nessuno.

  • Misura della conducibilità mediante conduttivimetro:

Il conduttivimetro è uno strumento che consente di misurare la conducibilità dell’acqua. Un’acqua idealmente “pura” avrà conducibilità pari a zero. Il valore crescerà al crescere della concentrazione di ioni. Mediante la misura della conducibilità dell’acqua saremo quindi in grado di risalire alla durezza. 1 °F equivale a 20 μS/cm.

PRO: Misura molto precisa della durezza.

CONTRO: É il sistema più costoso.

Come correggere la durezza dell’acqua?

Diminuire la durezza: è necessario mischiare l’acqua troppo dura con un acqua più tenera. Le proporzioni dipendono dal valore di durezza che vogliamo raggiungere. Una buona acqua ottenuta tramite osmosi inversa avrà una durezza molto vicina allo zero.

Aumentare la durezza: se si parte da un acqua di osmosi o comunque un acqua con durezza molto bassa è possibile regolare il valore mediante l’aggiunta di appositi sali reintegranti comunemente diffusi in commercio. Elementi calcarea all’interno della vasca (rocce, sabbia, etc..) causano un aumento della durezza.

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Lumache infestanti – Nemiche o alleate?

Melanoides Tubercolata, Physa, Planorbarius Corneus

Bene o male tutti gli acquariofili almeno una volta nella vita hanno dovuto affrontare il problema delle lumache infestanti. Specialmente per chi si avvicina per la prima volta al mondo degli acquari può rappresentare un problema lungo da risolvere. Gasteropodi come Physa, Planorbarius, Planorbis e Melanoides Tuberculata arrivano nelle nostre vasche spesso in modo clandestino. Le inseriamo involontariamente attraverso le piante e spesso le precauzioni non bastano. Ma per una vera e propria infestazione c’è bisogno d’altro.
Le lumache proliferano là dove c’è cibo in abbondanza. E il cibo in abbondanza è sempre sintomo di una cattiva gestione. Ecco perchè la maggior parte delle volte il problema si presenta ad acquariofili alle prime armi. La somministrazione eccessiva di cibo, oltre che inutile e pericolosa per l’equilibrio della vasca, non fa altro che alimentare la riproduzione delle lumache crescendo di numero in modo esponenziale.
 
Il problema principale non è quindi “come eliminarle”, ma va ricercato alla base della gesione. Le lumache infestanti devono essere viste come delle alleate e non come minacce. Un campanello d’allarme da sfruttare per rimetterci in carreggiata in caso di errori di gestione. Somministrare una dose di cibo giusta ai nostri pesci non è facile per chi non ci ha ancora preso la mano. Una semplice regola da seguire è quella di utilizzare una quantità di mangime tale da essere consumata in meno di un minuto ma 2 o 3 volte al giorno. Questo dovrebbe già bastare per interrompere la proliferazione incontrollata.
Se ormai la vasca è “compromessa” e non si riesce ad eliminare il fenomeno agendo solo sul controllo del cibo bisogna passare ad una rimozione manuale. Innanzi tutto possiamo asportare i soggetti più adulti mano a mano che crescono. Sono loro infatti che depongono le uova in tutta la vasca. Ciò può essere fatto manualmente uno per volta (quando sono poche) oppure attraverso delle semplici trappole. Si possono trovare nei negozi di acquariofilia ma non è necessario acquistarle. Basterà mettere in vasca una bottiglietta di succo di frutta o un piccolo recipiente con all’interno del cibo (verdura sbollentata, pancetta o altro) e attendere una notte. Al mattino successivo noteremo un gran numero di lumache all’interno del contenitore e basterà rimuovere il tutto.

Esempio di trappola per lumache

Un altro metodo più lungo ma più naturale e meno laborioso è quello di inserire in vasca alcuni esemplari di Anentome Helena, dei gasteropodi carnivori che andranno a cibarsi delle nostre lumache infestanti. Alcuni utilizzano anche pesci lumachivori come i Botia ma è un’usanza che sconsiglio in quanto i pesci vanno inseriti per la loro bellezza e in ambienti adatti. E non solamente per il loro ruolo di spazzini o lumachivori.

Anentome Helena e Botia

L’ultimo metodo, da escludere a priori, è quello di utilizzare prodotti chimici reperibili in commercio. Ma se possiamo evitare di inserire sostanze estranee e pericolose nella nostra vasca perchè non farlo?
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Betta Splendens – Esperienza di riproduzione

Ho deciso di allevare Betta splendens tempo fà dopo aver visto un video sulla riproduzione, una delle più belle dal mio punto di vista. Come quasi tutte quelle degli anabantidi.
Gli errori sono stati tanti all’inizio come tutti, dall’inserimento in vasca alla quantita di betta, al litraggio, all’alimentazione scadente etc..

Per fortuna avevo gia avuto esperienze con poecilidi quindi avevo una vasca gia matura e sopratutto testata su un quantitavivo di carico organico alto.

La mia prima riproduzione é stata casuale in communità da una presunta femmina che si era rivelata maschio.
Ed ero pronto ad acquistare un bel maschio. E’ stato tutto un caso dalle piante, all’angolo libero, dalla foresta di limnophilia, alla temperatura al cambio parziale del giorno prima con acqua più fresca che simulava la stagione delle piogge etc.. Le uova sono state predate dalle altre femmine, al tempo ne tenevo 7 in vasca insieme. Più la femmina che in realta era maschio PK. Totale 8 betta, quasi tutti con le pinne rotte dai continui litigi.
Preso dal panico ho imparato tutto velocemente. La schiusa delle uova d’artemia (che non sapevo neanche cosa fosse), il numero perfetto di femmine e maschi, la temperatura, i valori ideali etc.
 
Con l’esperienza sono passato poi ai Betta Show.

Ora vi racconto come io gestisco le riproduzioni:Le riproduzioni vanno programmate sopratutto se non si conoscono bene i riproduttori e se é una delle loro prime riproduzioni.
Di solito l’alimentazione abbondante si inizia dal martedi sino alla fase di accoppiamento sabato o domenica.Quando si tratta di riproduzioni importanti solitamente scelgo sempre gli stessi esemplari e li faccio riprodurre più volte. E’ importante che il maschio non risulti aggressivo. Di solito l’aggressività é dovuta alla conoscenza non adeguata della compagna e ad una mancata esperienza sua o di entrambi.
Una riproduzione di successo crea nella maggior parte dei casi un affiatamento tra i due individui. Molto importante per le riproduzioni successive.

 
Per facilitare la spiegazione del procedimento cercherò di utilizzare uno schema supponendo che la riproduzione sia programmata per il sabato o la domenica:Giorno 1 Martedi:
– Mezza mattina mi mangio una banana a merenda e metto la buccia al sole per seccarsi.
– Prendo la vasca che userò (10/15/20litri), faccio un cambio parziale alla vasca delle femmine e inserisco l’acqua   nella vasca adibita per la riproduzione.
Consiglio vasche grandi almeno 20-25 litri se i riproduttori non si conoscono e sopratutto se non si ha l’esperienza adatta nel capire se la fase di corteggiamento é in realta solo il maschio che sta picchiando la femmina.
– Inserisco a un lato un pezzo di polistirolo fatto con le vaschette per la carne (Foto). I supporti per i nidi come vedete sono 3 differenti perché certi maschi preferiscono farli al centro altri sotto altri al lato.
 
– Insieme al polistirolo, nel lato opposto della vasca per circa il 60% della lunghezza  inserisco cocci di terracotta (mezzi vasi non taglienti, ben allisciati e puliti), mezze noci di cocco, un legno e una palla di limnophilia galleggiante. Tutto ciò ha lo scopo di fornire nascondigli sufficienti per la femmina quando andremo ad inserire il maschio.-
– Inserisco la femmina e termoriscaldatore, con l’acqua alla stessa temperatura della vasca di provenienza. Ogni 6 ore alzo di un grado sino a portarlo a 29-30°. Alimento abbondantemente con dafnie e chironomus 3-4 volte al giorno.
Attenzione -> Acqua vecchia, nitrati nitriti e ammonio alti, livello dell’acqua circa 13cm.Giorno 2 Mercoledi:
– Aspiro con una siringa i resti di cibo e le feci. Inserisco una foglia di catappa. Alimento con dafnie e chironomus 3-4 volte al giorno in modo abbondante.
–  Prendo la buccia di banana che avevo messo al sole e la inserisco in una mezza bottiglia di cocacola, con acqua dell’acquario delle femmine e con un pennarello scrivo “1” nella mezza bottiglia. La lascio al sole e in questo modo ha inizio la preparazione degli infusori.
A merenda un altra banana e metto la buccia al sole.Giorno 3 Giovedi:
– Aspiro con una siringa i resti di cibo e le feci. Alimento con chironomus abbondante 3-4 volte al giorno.
– Prendo la buccia di banana che avevo messo al sole e la inserisco in una mezza bottiglia di cocacola, con acqua dell’acquario delle femmine e con un pennarello scrivo “2” nella mezza bottiglia e la lascio al sole.
A merenda un altra banana e metto la buccia al sole.Giorno 4 Venerdi:
– Aspiro con una siringa i resti di cibo e le feci.
– Prendo la buccia di banana che avevo messo al sole e la inserisco in una mezza bottiglia di cocacola, con acqua dell’acquario delle femmine e con un pennarello scrivo “3” nella mezza bottiglia e la lascio al sole.
– Inserisco il maschio di mattina (9:30-10:00) dentro un cilindro che realizzo con una bottiglia a cui taglio sia il collo che il fondo, nella parte nuoto libero vicino al nido.
– 12:00-13:00 Libero il maschio e lascio la coppia libera per 10 minuti.
Attenzione -> dopo 10minuti metto dentro il cilindro la femmina. Il maschio in quest’arco di tempo inseguiva la femmina e lei scappava terrorizzata. Fase di sottomissione: lei mostrerà le bande verticali.
– Alimento con chironomus 3-4 volte al giorno Abbondante.
Il maschio andrà verso il cilindro e correrà verso il nido a mettere qualche bolla. Dopo qualche ora si dedicherà solo alla costruzione del nido.
– Lascio una piccola luce a led accesa vicino alla vasca per precauzione.
– 21:30 Aggiungo un po d’acqua in superficie lontano dal nido che sta costruendo il maschio o cmq stando attento a non rovinarlo, mezza della vasca delle femmine mezza pulita 2-3 gradi più fresca sino a raggiungere un altezza di 15cm. (Simulazione stagione delle piogge).
 
Giorno 5 Sabato:
Aspiro con una siringa i resti di cibo o le feci.
– Verifico se il nido ha una dimensione di almeno 5x5cm. Dipende cmq dalla grandezza dei betta.
Per farvi un esempio di un nido metto una foto e se guardate bene ci sono le larve in posizione verticale.
Dimensioni nido maschio adulto 14x8cm circa, strato di bolle 4-5 in verticale:
 
Ovviamente Alimento con chironomus.
– 09:00 Verifico che lei abbia le bande verticali grosse. Tutto ok, sfilo il cilindro.
– 11:00 Ultima volta che alimento con chironomus gettandolo dove lei sarà nascosta e pochissimo dove c’é il maschio (sotto il nido). Molto probabilmente lui non mangerà.
– La iproduzione avverrà dalle 12:00 alle 15:00. In certi casi anche più tardi.
– I betta si sono riprodotti. Tolgo la femmina dalla vasca.
(E’ mia norma, se il maschio é inesperto, togliere anche lui e far sfumare la riproduzione. Il maschio non si deve assolutamente prendere il vizio di mangiare troppe uova a meno che queste non siano ammuffite)
-Verifico che la femmina non abbia morsi o danni gravi. Un bel bagno di sale preventivo di 30 minuti 2 volte al giorno per i 2 giorni successivi. Alimentazione abbondante per lei in maniera che si riprenda bene. E foglia di catappa dove la femmina é isolata.
– Lascio una luce puntata vicino al nido. Le larve si schiuderanno dopo circa 24 ore a temperatura 29-30°, dopo circa 36h a temperatura 28° dopo 48h a temperatura 26-27°. Tengo il maschio a digiuno durante la cura del nido.
Le larve saranno in posizione verticale per circa 1-2 giorni in base alla temperatura. Appena vedo le prime che nuotano in posizione orizzontale tolgo il maschio.Giorno 6 Domenica:
– Le larve oggi nuotano in orizzontale. La notte aspiro con una siringa la parte superiore della mezza bottiglia numero “1”, circa 0,5ml. La metto nella vasca con le larve piano piano.
 
Giorno 7 Lunedì:
Mattino successivo. Verifico gli infusori che ci sono nella mezza-bottiglia numero 1, decido se prendere quelli o quelli della bottiglia numero 2 e cosi via.Giorno 8 Martedì:
Terzo giorno di vita delle larve. Inserisco sia infusori per i ritardati sia artemie vive appena schiuse. Dovete conoscere la tempistica della schiusa alla perfezione.
Io li alimento tantissime volte al giorno o cmq lascio qualcuno ad alimentarle 4-5-6volte. Se i betta non mangiano artemie o vivo crescono male e affetti da nanismo.
 
Ai 10 giorni di vita inserisco i microworm la mattina e continuo ad alimentare 4-5-6volte con le artemie. La notte verifico i microworm e nel caso ne inserisco un altro po. Cosi i piccoli hanno sempre qualcosa da mangiare e non rimangono mai a secco.
In 4 mesi circa ho la dimensione adulta o quasi.In caso di fallimento o problemi:
I betta non si sono riprodotti:
18:00-19:00 Inserisco la femmina nuovamante nel cilindro e alimento abbondantemente. Verifico che la femmina non abbia morsi o danni gravi. Valuto se é il caso di lasciarla per riprodursi o toglierla e curarla.
I betta non si sono riprodotti neanche domenica:
“Non conosco la coppia, é una delle loro prime riproduzioni”
Programmo per la settimna prossima.
Alcune foto delle vasche, bottiglioni, bacinelle dove io riproduco in estate:
 
    
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

In ogni caso elementi fondamentali per la riproduzione e per la crescita:
Fondamentale  -> Essere Pazzo o Pazza!

A.1 -> Foglie di catappa per evitare che le uova si ammuffiscano. Ottima per gli acidi che immette nell’acqua anche per le mucose dei riproduttori, sopratutto la femmina.
A.2 -> Temperatura stabile sopra i 27-28gradi.
A.3 -> Vasca chiusa per creare condensa al nido.
A.4 -> Acqua non pulitissima per agevolare la creazione del nido.

B.1 -> Schiudere le artemie!
B.2 -> Avere almeno 2 schiuditoi (Io uso le bottiglie da 5litri con areatore e acqua di mare).
B.3 -> Microworm
B.4 -> Preparazione del posto dove mettere tutti i bicchieri da birra, tutte le mezzebottiglie, tutte le vasche perché se avete una riproduzione che da alla luce 80 betta immaginate avere un 50% di maschi!!

Articolo a cura di un allevatore esperto di mia conoscenza.
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Alimentazione – cosa, come e quando

La dieta dei nostri pesci deve essere innanzitutto il più possibile varia!
Data l’impossibilità di ricreare le condizioni naturali all’interno delle nostre vasche è buona norma variare il più possibile la tipologia di mangime somministrato. Questo in modo tale da coprire al meglio tutti gli aspetti dal fabbisogno giornaliero dei nostri ospiti. Le case produttrici ci vengono incontro con innumerevoli tipologie di mangimi. Le principali sono:
 
– Cibo in scaglie:
forse il più diffuso nel mondo acquariofilo. Si tratta di scaglie spesso miste, in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di tutti i tipi di pesci. Ne esistono a base di alghe per i pesci erbivori o a base di pesce e altri elementi per pesci onnivori.
 
– Cibo in granuli:
presente in commercio in varie misure e ricette in funzione della tipologia di pesci che vogliamo alimentare e in versione affondante o galleggiante in base alla zona di nuoto dei nostri inquilini.
 
– Cibo in pasticche:
sia a base vegetale che misto. Indicato per tutte le tipologie di pesci da fondo (corydoras, ancistrus, etc..) e caridine.  Non scordiamoci che i pesci detti impropriamente “pulitori” hanno esigenze di alimentazione specifiche e ciò che trovano in vasca non è sufficiente al loro sostentamento.
 
– Cibo in polvere:
spesso dedicato per l’accrescimento degli avannotti di piccole/medie dimensioni. E’ un cibo studiato appositamente per la crescita dei pesci nei primi mesi di vita. In alcuni casi può essere una alternativa più pratica al cibo vivo.
 
– Cibo surgelato:
ottimo integratore per la dieta di tutti i tipi di pesci. Altamente proteico ma abbastanza inquinante. Si consiglia la somministrazione non più di 3 volte alla settimana e in dosi moderate. Sul mercato è disponibile in comodi blister da conservare in freezer.
 
– Cibo liofilizzato:
si tratta di cibo vivo essiccato e commercializzato in comodi barattoli. Molto simile al cibo surgelato ma con un valore energetico molto più basso. In mancanza di altro può essere impiegato per particolari tipologie di pesci.
 
– Cibo vivo:
Il top dell’alimentazione. E’ la tipologia di cibo che più si avvicina alla natura. Richiede delle colture casalinghe a volte non molto facili e una somministrazione un po laboriosa ma come resa non è paragonabile alle altre tipologie di cibo. Tra i principali citiamo artemie, microworms, anguillole dell’aceto, daphnie, ostracodi, larve di zanzara…
 
Per scegliere il cibo migliore per i nostri pesci possiamo innanzitutto seguire le indicazione del produttore. Ogni cibo è adatto a una o più categorie di pesci. Sta a noi fare la scelta giusta.
Per mantenere un buon ecosistema in vasca evitando di sovraccaricare il filtro inutilmente, è buona norma somministrare il cibo in piccole quantità consumabili in 1 o 2 minuti non più di 2 volte al giorno. In alcuni casi la frequenza di somministrazione può essere aumentata (accresciemento avannotti).
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Caridina Cantonensis var. “Red Crystal”

 
Nome: Caridina Cantonensis var. “Red Crystal”
Nome comune: Crystal Red
Diffusione: Cina, Giappone
Dimensione: 2-3 cm
Alimentazione: alghe, verdure sbollentate e cibo vegetale in generale
Dimorfismo sessuale: Femmine con ventre gonfio e sacca ovarica marrone nel carapace
Riproduzione: Oviparo
 
ALLEVAMENTO IN ACQUARIO:
Temperatira: 20-25 °C
Acqua: GH 4 – 6 e PH 6.5 – 7
 
DESCRIZIONE:
Dopo le “Red Cherry” è forse la specie più diffusa e apprezzata di caridine. Specie ottenuta da numerose selezioni in grado di fissare il carattere tipico con bande verticali bianche e rosse. Esistono diversi gradi di selezione in base alla colorazione. In ordine crescente di qualità (quantità di bianco) abbiamo il grado D – C – B – A – S – SS – SSS, ai quali si aggiungono ulteriori suddivisioni e precisazioni.
COme tutte le caridine, vanno alimentate con mangimi appositi da alternare a verdure sbollentate, spirulina e altri cibi a base vegetale.
Rispetto alle Red cherry, le Red Crystal sono molto più sensibili a fertilizzanti (sopratutto ferro e rame), nitrati e variazioni dei valori dell’acqua.
 
RIPRODUZIONE:
Per una riproduzione di successo è necessario mantenere condizioni adatte e valori di acqua ottimali. Il PH deve essere leggermente acido e la durezza non deve superare i 4°KH e 6°GH. Per questo motivo si consiglia l’utilizzo di pignette di Ontano e foglie di Catappa. Gli allevatori più esigenti preferiscono utilizzare solo acqua RO con l’aggiunta di sali. La femmina dopo la fecondazione sposta le uova dal carapace e le tiene sotto i pleopodi sino alla schiusura (circa 20/25 giorni in base alla temperatura). Dopo la nascita le larve sono completamente autonome e presentano già la tipica colorazione a bande rosse e bianche, anche se non pienamente sviluppata.
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Diari di riproduzione – Pelvicachromis Pulcher

La mia coppia riproduttiva di Pelvicachromis Pulcher

Scrivo questo diario per seguire passo passo tutte le fasi della riproduzione della mia coppia di Pelvicachromis Pulcher cercando di raccogliere informazioni preziose per chi si vuole cimentare oer la prima volta in questo tipo di pratica:
 
Giorno 1: 06/07/2012
Dopo giorni di corteggiamento, il maschio e la femmina si rinchiudono dentro la noce di cocco protetti da un muro di ghiaia costruito ad arte. E’ iniziata la deposizione: la femmina depone le uova nella parte alta della tana e il maschio provvede a fecondarle.
 
Giorno 2: 07/07/2012
Le uova fecondate sono costantemente controllate e ventilate dalla femmina che uscirà mai dalla tana nei giorni sucessivi. Il maschio difende l’entrata scacciando ospiti non graditi, allondanandosi qualche istante solo per mangiare.
 
– Giorno 4: 09/07/2012
Tra il terzo e il quarto giorno le uova iniziano a schiudersi ma la situazione per i genitori non cambia. La femmina tiene d’occhio gli avannotti dentro la tana e il maschio vigila costantemente la zona.
 
– Giorno 6: 11/07/2012
Gli avannotti hanno assorbito quasi completamente il sacco vitellino e iniziano a nuotare. La femmina esce finalmente dal nido con la nuvola di avannotti e si dirige verso un luogo riparato. Protetti da entrambi i genitori, i piccoli avannotti iniziano a perlustrare la zona alla ricerca di cibo ma senza mai allontanarsi dagli adulti. Nei giorni successivi verranno costantemente spostati in giro per la vasca dove troveranno micro-organismi utilissimi alla loro dieta. Può avere inizio la somministrazione del cibo. In mancanza di artemie vive utiizzo artemie decapsulate 3 o 4 volte al giorno in piccole quantità direttamente all’interno della nuvola di avannotti.
 
 
– Giorno 12: 17/07/2012
I piccoli continuono a crescere alimentati da artemia decapsulata al fianco dei genitori. Il corpo è più longilineo e iniziano ad assumere una forma più definita. Il gruppetto si è sfoltito leggermente ma sono ancora tantissimi.
 
– Giorno 18: 23/07/2012
Gli avannotti crescono a vista d’occhio e iniziano ad allontanarsi dai genitori alla ricerca di cibo. Somministro regolarmente artemia decapsulata ma si avventano anche sul cibo destinato ai genitori.
– Giorno 31: 05/08/2012
Eì passato un mese. I piccoli hanno raggiunto il centimetro e mezzo e si contano una trantina di sopravissuti. Un numero abbastanza alto per essere la prima esperienza. Ormai accettano qualsiasi tipo di cibo ma continuo a somministrare artemia decapsulata che resta comunque il cibo più adatto per loro. A breve proverò con il chironomus surgelato. I genitori continuano a proteggerli. Per evitare problemi ho dovuto spostare quasi tutti gli altri pesci (corydoras e crossocheilus). 60 litri iniziano a diventare un po stretti in momenti come questo.
 
– Giorno 49: 23/08/12
I piccoli hanno raggiunto quasi i 2 cm di lunghezza. Cominciano a comparire i primi riflessi argentati sul corpo e la pinna dorsale ha quasi perso completamente la sua trasparenza. I genitri per ora continuano a seguire gli avannotti senza nussun accenno di nuovi corteggiamenti.
 
 
– Giorno 59: 02/09/12
I genitori iniziano ad allontanare i piccoli dalla zona del nido e si notano i primi segni di corteggiamento. Iniziano i preparativi per una nuova deposizione. Ora i piccoli sono completamente autosufficienti e sono pronti per essere trasferiti in altre vasche più spaziose. Per distinguere i sessi servirà ancora tempo.
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Cibo surgelato – larve di Chironomus

Quando non si ha a disposizione cibo vivo da dare ai nostri pesci, una delle soluzioni migliori è ricorrere al cibo surgelato che conserva le proprietà nutritive del cibo fresco. In questo modo otteniamo quasi lo stesso risultato ma senza complicarci troppo la vita. Esistono vari tipi di cibo surgelato in commercio. I principali sono: Artemie, chironomus, krill, tubifex etc. Vengono distribuiti in blister formati da comodi cubetti a prezzi relativamente bassi.
 
– SOMMINISTRAZIONE IN ACQUARIO
Di seguito è riportato il procedimento che utilizzo io per somministrare del chironomus nelle mie vasche:
 
1 – Per prima cosa prelevo un cubetto (o una porzione di esso) dal blister e la inserisco all’intero di un piccolo colino con i fori abbastanza piccoli
 
2 – Sciacquo abbondantemente il tutto sotto l’acqua corrente in modo da sciogliere il cubetto ed eliminare il liquido che circonda le larve
3 – Per ultimo, dopo aver staccato la pompa del filtro, somministro ai pesci lentamente in modo da evitare che il cibo si disperda in giro per la vasca. Una volta dinita questa operazione riaccendo la pompa.
Il cibo surgelato è molto indicato per stimolare la riproduzione dei pesci ma può essere utilizzato semplicemente per integrare la dieta e fornire quel nutrimento che i comuni cibi secchi non danno.
Questo è il video dei miei pulcher che banchettano allegramente:
 
ATTENZIONE:
Il cibo surgelato è molto più nutriente di un comune cibo in scaglie o granuli ma è anche molto inquinante ed è bene non abbondare per evitare di caricare troppo il filtro. Solitamente si consiglia di non somministrarlo più di 2 o 3 volte la settimana e comunque in piccole dosi che possano essere consumate in pochi minuti.
E’ buona abitudine scongelare bene il cibo prima di somministrarlo e sciacquarlo sotto l’acqua corrente. Il liquido contenuto all’interno del cubetto è infatti molto inquinante.
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